Chirurgia maxillo-facciale

È quella branca della disciplina medica che si occupa di:

Chirurgia ortognatica: nel bambino in crescita l’ortodonzista può compensare entro certi limiti e modificare ortopedicamente alcuni pattern, agendo sulla crescita dei mascellari e sulle suture scheletriche, come per esempio la crescita eccessiva della mandibola, che viene corretta con mentoniere.
A supporto del lavoro dell’ortodonzista, può intervenire il chirurgo maxillo facciale con lo scopo di incrementare in senso trasversale il diametro del palato o della mandibola.

Attraverso la chirurgia ortognatica quindi si ottiene una corretta morfologia estetica e funzionale in tempi molto rapidi, con un risultato predicibile grazie al riposizionamento nelle tre dimensioni dello spazio la struttura dentoscheletrica.

Grande e piccolo rialzo del seno mascellare a scopo implantoprotesico.

Ricostruzione dei mascellari atrofici con innesti ossei autologhi:
è possibile ricostruire un osso mascellare riassorbito (fortemente atrofizzato) con un osso prelevato dal nostro stesso corpo, senza alcun rischio di rigetto.
Questa procedura permette di creare i presupposti per inserire impianti dentali e ripristinare una dentatura protesica molto simile a quella naturale, sia da un punto di vista estetico che funzionale.

Trattamento di esiti di trauma come:

  • rimodellamento dei tessuti duri;
  • rimozione mezzi di sintesi;
  • revisione di cicatrici (da linkare in home);
  • chirurgia dermatologica del viso con lembi locali e locoreginali, innesti di cute etc.

Chirurgia orale: denti del giudizio inclusi, canini o altri elementi dentari anchilosati o inclusi, cisti dei mascellari, biopsie ossee o mucose, apicectomie.

Esistono anche altre procedure che rientrano nell’area della chirurgia maxillo facciale, ovvero:

  • rinoplastica;
  • otoplastica;
  • blefaroplastica.

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